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Orecchio

Il Flat

8 min di lettura · Guarigione tipica 6 – 9 mesi

Il Flat, un piercing di carattere

Il Flat è uno dei piercing all'orecchio che negli ultimi anni ha conquistato sempre più persone. È elegante, raffinato e perfetto per chi desidera un dettaglio particolare senza scegliere un piercing troppo appariscente.

Il suo nome deriva proprio dalla parola inglese "flat", che significa "piatto". Infatti viene realizzato nella superficie piatta della cartilagine, nella parte alta dell'orecchio, tra l'Helix e il bordo interno. È una zona molto ampia che permette di creare tantissime composizioni diverse.

Proprio per questo motivo il Flat è uno dei piercing più utilizzati nell'ear styling, cioè nella progettazione di un orecchio armonioso, dove ogni piercing viene studiato per valorizzare l'anatomia della persona.

Non esiste un Flat uguale per tutti

Ed è proprio da qui che voglio partire. Non esiste un Flat uguale per tutti.

Ogni orecchio ha una forma diversa, una superficie più o meno ampia e una cartilagine con caratteristiche differenti. Per questo motivo un professionista non sceglie il punto del piercing semplicemente copiando una fotografia vista sui social, ma osserva attentamente l'anatomia dell'orecchio e decide insieme al cliente la posizione più adatta.

"Fa male?"

Una delle domande che ricevo più spesso è: "Fa male?" Come sempre il dolore è soggettivo.

Il Flat attraversa una cartilagine abbastanza sottile e, nella maggior parte dei casi, il fastidio viene percepito come un pizzico intenso ma molto breve. L'esecuzione dura pochi secondi e termina quasi immediatamente.

Materiali e gioiello iniziale

Il piercing viene realizzato esclusivamente con un ago sterile monouso, utilizzando strumenti completamente sterilizzati e gioielli in titanio implant grade ASTM F136, un materiale biocompatibile, privo di nichel e utilizzato anche in ambito medico.

Come primo gioiello si utilizza sempre un labret con fondo piatto. Questa scelta non è casuale. Il labret mantiene il piercing stabile durante la guarigione, limita i movimenti del gioiello e riduce il rischio di irritazioni.

Molte persone vedono fotografie con piccoli anellini e pensano che possano essere inseriti subito. In realtà non è così. L'anello è un gioiello che può essere preso in considerazione soltanto quando il piercing è completamente guarito e, nel caso del Flat, spesso non è nemmeno la scelta migliore dal punto di vista estetico. Nella maggior parte dei casi il Flat viene valorizzato da gemme, opali o terminali decorativi montati su un labret.

Il gonfiore iniziale e il downsizing

Nei primi giorni è assolutamente normale osservare un leggero gonfiore. Per questo motivo il labret iniziale viene scelto leggermente più lungo del necessario, così da lasciare spazio alla cartilagine durante la fase infiammatoria.

Quando il gonfiore scompare completamente, dopo alcune settimane, è consigliabile effettuare il downsizing, cioè sostituire il gioiello con uno della misura corretta.

Questo passaggio è molto importante perché un gioiello troppo lungo tende a muoversi maggiormente, può impigliarsi nei capelli e aumentare il rischio di irritazioni.

Tempi di guarigione

Per quanto riguarda la guarigione, il Flat richiede pazienza. Generalmente servono dai sei ai nove mesi, anche se, come per tutti i piercing alla cartilagine, alcune persone possono impiegare anche un anno prima di raggiungere una guarigione completa.

I piccoli traumi quotidiani

Uno degli aspetti più importanti riguarda i piccoli traumi quotidiani. I capelli possono impigliarsi nel gioiello, gli asciugamani possono agganciarlo e dormire sempre sul lato del piercing può rallentare notevolmente la guarigione.

Anche in questo caso vale la regola che ripeto sempre ai miei clienti: meno si tocca, meglio è. Non bisogna girare il gioiello, non bisogna continuare a controllarlo con le dita e non bisogna cambiarlo prima del tempo.

Può capitare che durante la guarigione compaia una piccola irritazione oppure un leggero rigonfiamento. Nella maggior parte dei casi non significa che il piercing abbia un problema grave, ma semplicemente che ha subito qualche piccolo trauma o che si è mosso più del dovuto.

Personalizzazione e versatilità

Una volta completata la guarigione, il Flat diventa uno dei piercing più divertenti da personalizzare. Grazie alla superficie ampia della cartilagine è possibile scegliere terminali molto particolari: stelle, fiori, lune, opali, cristalli oppure composizioni geometriche che trasformano completamente l'aspetto dell'orecchio.

È proprio questa libertà creativa a rendere il Flat uno dei protagonisti dell'ear styling moderno.

Il consiglio finale

Il consiglio finale è quello che considero sempre il più importante. Non scegliete il punto del Flat solo perché avete visto una fotografia che vi piace. Ogni orecchio è unico e ogni piercing dovrebbe essere progettato in modo personalizzato.

Un Flat eseguito correttamente, con materiali certificati, il gioiello giusto e rispettando i tempi di guarigione, diventa un dettaglio elegante, raffinato e perfettamente integrato con il resto dell'orecchio.

Come dico sempre ai miei clienti, il piercing più bello non è quello copiato da qualcun altro, ma quello progettato sulla vostra anatomia. È proprio questa personalizzazione che rende ogni orecchio davvero unico.